I Cialdoni di Pietralunga (PG)

 

Camminando tra le case in pietra del borgo di Pietralunga (PG) ti accorgi come questo paese della Valle del Carpina conservi, immutato, il fascino del passato. Le vie del centro storico sono da sempre il palcoscenico di usi e consuetudini degli abitanti di questa accogliente comunità. La Pieve di Santa Maria, il Convento di Sant’Agostino e l’antico castello longobardo che domina la piazza sembrano silenziose sentinelle, che osservano con attenzione i gesti delle signore del paese che da secoli, generazione dopo generazione, allietano i palati dei compaesani preparando gustose specialità.

Sughi lentamente sobbolliti, funghi e profumati tartufi accompagnano polente, tagliatelle, zagagnotti o gnocchi preparati con la celebre patata bianca. Oche, anatre e l’immancabile maiale sono solo alcuni degli animali protagonisti della cucina tradizionale, mai serviti senza la classica torta sul panaro.

L’arte culinaria tuttavia non dimentica i dolci, sempre presenti sulle tavole pietralunghesi: torcoli, torciglioni o frittelle si uniscono alla cecerata, al meaccio e alle castagnole. Ma un posto particolare nel cuore degli abitanti spetta al Cialdone, un dolce della memoria ad alto contenuto di artigianalità, ancora oggi preparato con i tradizionali “ferri” da cialda.

Ferri da Cialda

Tradizionali Ferri da Cialda

Due piattelli tondi, intrecciati a forbice e lavorati come se fossero sigilli, costituiscono il corpo principale dell’utensile caratterizzato dalla presenza di due lunghi manici da presa che permettono di cuocere la cialda sulla brace o sui vecchi fornelli della stufa di casa (solo oggi, per praticità, si utilizza il fornello a gas). Il ferro, tramandato di generazione in generazione, è l’elemento chiave della cottura della pastella che in pochi minuti si trasforma in cialdone.

Acqua e farina con zucchero, olio o strutto e una manciata di semi di anice sono gli ingredienti che, sapientemente amalgamanti, danno vita ad una morbida pastella. Colata sul piattello di ferro, chiuso a forbice, la cialda si addensa in pochi istanti. L’arte di saper fare rende i gesti antichi dell’arrotolatura e della chiusura della cialda apparentemente semplici, intrisi di una manualità che appartiene alle signore del luogo. Le condizioni di lavoro esigono da sempre una decisa attenzione per evitare fastidiose scottature e il denso fumo qualora le cialde, come da tradizione, vengano lavorate sulla brace. Ma le difficoltà non si esauriscono qui: il peso del ferro richiede braccia robuste, che possano cuocere con maestria le cialde da entrambi i lati. Tutto per creare una croccante squisitezza da consumare durante le festività o le fiere, capace di accogliere panna o creme, come quella simbolo del paese a base di nocciole locali (Scopri di più…).

Per il valore degli ingredienti protagonisti, la tradizionale cialda pare non essere attribuibile ad origini prettamente contadine. Lo zucchero e la farina di grano, ad esempio, così come la panna o le uova necessarie per la realizzazione della classica crema sembrano ricondurre questa preparazione alle famiglie più benestanti. Chi lavorava in campagna, infatti, aveva a disposizione ingredienti poveri e si alimentava con dolci più sostanziosi, che fornivano energia e garantivano un maggior senso di sazietà.

Alcune signore di Pietralunga famose per il Cialdone

Alcune signore di Pietralunga: Annarita Pauselli, Cesarina Procacci, Oretta Polchi

E’ inoltre opportuno segnalare come diverse fonti ipotizzino lo stretto legame di questo dolce con il mondo ecclesiastico. In origine, infatti, i cosiddetti “ferri”, erano dedicati alla preparazione delle ostie da eucarestia. Ma se inizialmente le produzioni erano finalizzate ad uso esclusivo della chiesa, nei secoli passarono in mano anche ai laici. Le famiglie iniziarono così a personalizzare gli utensili con immagini atte a rappresentare non più solo figure sacre, ma simboli di un casato o di una proprietà. Anche gli impasti che venivano cotti sui piattelli vennero arricchiti con altri ingredienti per creare gustose preparazioni in grado di allietare i palati più golosi.

Questa tradizione, che è parte integrante della storia stessa del borgo, viene tenuta viva grazie al lavoro di persone come Oretta Polchi (che realizza cialdoni con un ferro risalente al 1903), Annarita Pauselli, Cesarina Procacci, Flora Valcelli, Franca Volpi e alle altre signore del paese che ancora oggi si cimentano nella realizzazione di questa preparazione.

Merito al Comune di Pietralunga quindi che, grazie alla disponibilità delle donne del luogo, valorizza oggi il Cialdone, attraverso una gara che ha visto vincitrice, nell’edizione 2018, la Sig.ra Cesarina Procacci con le sue cialde sottili, dalla forma regolare e dalla cottura puntuale.

Un atto dovuto per celebrare le tradizioni locali e rendere ancora più unita una comunità di persone ospitali, intrise di un senso di appartenenza autentico, che dovrebbe essere di esempio per molti.

Per informazioni:

Comune di Pietralunga – Valle del Carpina

Piazza Fiorucci, 1 – Pietralunga (PG)

Tel. (+39) 0759460721 – (+39) 0759460296
comune@pietralunga.it – www.pietralunga.it – www.lavalledelcarpina.it
 
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