Carso: Vigneti e Terra Rossa

Cogliere l’essenza del Carso significa ascoltare la propria sensibilità ed afferrare quelle sottili percezioni che l’altopiano vuole comunicarci: la roccia e il bosco, i lembi ferrosi di terra rossa, i villaggi graffiati dalla bora, le minuscole finestre colorate delle case in pietra. Gli interminabili silenzi e la quiete selvaggia nascondono un popolo laborioso e riservato, segnato dalle ingenti sofferenze imposte dalla Grande Guerra – il 24 Maggio 2015 si celebrano i 100 anni dell’ingresso dell’Italia nel conflitto – che ha abusato di un territorio che da sempre vive i ritmi delle stagioni ed un rapporto sincero con la propria ruralità.

I Colori del Carso

Una regione arida in cui crude distese di roccia sono modellate dai cosiddetti “fenomeni carsici” grazie ai quali la dissoluzione dei calcari, favorita dall’azione delle acque meteoriche e dall’alternanza delle temperature, ha dato vita a doline ed a distese di terra rossa di origine argillosa che devono la loro colorazione alla particolare presenza di ferro. L’alta permeabilità delle rocce rende inoltre l’altopiano carsico tendenzialmente privo di corsi d’acqua superficiali (il fiume Reka si inabissa in Slovenia, in coincidenza delle Grotte di San Canziano – Škocjan – per riemerge in Italia, con il nome di Timavo, vicino all’antica chiesa di San Giovanni in Tuba, nei pressi di Monfalcone). Un ambiente naturale bilanciato ed irripetibile in cui l’energia mitigatrice del mare si contrappone al carattere climatico continentale prealpino, scandito dalla bora che in inverno soffia gelida ed impetuosa (l’aria scende dal valico di Postumia verso il ciglione del carso triestino) apportando tutto l’anno aria secca in grado di rendere il cielo più limpido e sereno, riducendo le nebbie e l’umidità proveniente dal Mar Adriatico.
Tutto ciò ha permesso a questi luoghi di rimanere sospesi in una dimensione parallela, in cui la scarsa industrializzazione ed il conseguente basso inquinamento, hanno contribuito a preservarne l’originale ecosistema. Un microclima unico e singolare dove molteplici fattori quotidianamente si combinano permettendo all’altopiano di catturare una luce sana, nitida e vitale, che da sempre è linfa per lo sviluppo di numerose specie floreali e di piante arboree come la vite.
Il rapporto millenario instaurato dai carsolini con la viticoltura privilegia vitigni come Terrano, Malvasia Istriana e Vitovska, varietà diverse che trovano nel Carso un territorio d’elezione. Il dialogo con i vignaioli rivela come le viti di Terrano hanno da sempre offerto i migliori risultati se coltivate su superfici costituite prevalentemente da terre rosse. Se sull’altopiano è consuetudine trovare sottili strati di terreno che ricoprono per pochi centimetri il calcare sottostante, alcune aree del Carso Sloveno custodiscono suoli dall’orizzonte pedologico più profondo, tradizionalmente considerati più produttivi e fecondi (la storia racconta che i villaggi rurali più importanti della zona sorsero proprio in prossimità di queste terre). I vini che derivano da questi luoghi esaltano una decisa mineralità ferrosa ed ematica, che disegna il timbro aromatico del Terrano con intriganti percezioni di mela rossa. Il confronto con i contadini svela inoltre come storicamente i terreni caratterizzati da un equilibrato rapporto tra terra rossa e calcare erano dedicati a varietà come la Malvasia Istriana mentre i substrati a forte matrice rocciosa venivano considerati luoghi privilegiati per la Vitovska. Aromatici e salmastri, i vini prodotti dalle uve di Malvasia Istriana convivono con le migliori espressioni di Vitovska profonde e dense di temperamento in grado di concedere, con rispondente sinestesia, sensazioni fruttate diluite in una mineralità grigia, quasi sbriciolata, essenza delle pietre in cui le radici si insinuano.
 

Mappa ed ubicazione di alcuni produttori del Carso

Le antiche teorie contadine mettono in luce ancora oggi come il Carso nasconda vitigni e vini in grado di rappresentare in maniera essenziale i caratteri di una regione difficile, incarnando la fredda e decisa rigidità dei vini del nord con una sensualità mediterranea tipica di prodotti elaborati molto più a sud. Ma è grazie al forte radicamento territoriale e all’intelligente capacità di saper cogliere le sfumature più intime di un ambiente ostile e molto frammentato, che un pugno di vignaioli porta avanti con coraggio, umiltà e grande sensibilità la viticoltura carsica.

Per comprendere l’essenza del Carso è però fondamentale recarsi sull’altopiano e, senza arrendersi, ricercare i vignaioli di villaggio in villaggio con la complicità dei compaesani… 

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Dejan Kukanja Komen, 17 – Komen, Slovenia Tel. 0038641722446 – vinakukanja@siol.net
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