Manuela e Monica Gianesin – Trattoria Isetta

 
Il mio personale racconto di questa storica trattoria parte dalla fine. Da quando fumando un sigaro Toscano sul portico del locale ascolto il sommesso vociferare degli ospiti e comprendo ancor di più il valore di questo angolo di tranquillità appartato nella quiete dei Colli Berici, immerso nel verde della Val Liona. Manuela Gianesin, instancabile, è ancora dietro le quinte a dirigere lo spettacolo della serata consumata tra piatti superlativi, che omaggiano la tradizione vicentina e i vini che dal Veneto alla Sicilia soddisfano l’esigente palato di Graziano, sommelier e cognato di Manuela. Non ritengo utile aggiungere ridondanti aggettivi per descrivere la rara bontà dei piatti da me consumati, ma credo sia doveroso sottolineare le doti di Monica Gianesin, attenta e puntuale chef del locale – sorella di Manuela. Piatti sinceri, di tradizione e di solida identificazione territoriale, pensati per esaltare la stagionalità delle materie prime. Qui in primavera troverai frittate ai “bruscandoi” (delicati germogli selvatici), tortelli alle “rosole” (giovani piantine di papavero) e risotti alle erbe spontanee, mentre in autunno saranno protagonisti lepri e cinghiali, zucche e castagne. Polenta con salame ai ferri, “rampusoli scota’ col lardo” (raperonzoli al lardo fuso), zuppa di verze con bolliti e bigoli allieteranno le fredde serate invernali dei fortunati commensali.

Trattoria Isetta (photo: www.trattoriaisetta.com)

Sono passati tanti anni da quando, nell’ultima domenica dell’agosto 1960, la signora Isetta aprì questa trattoria con annessi bar, alimentari e macelleria. Allora fame e miseria scandivano le giornate degli abitanti della Val Liona e la famiglia Gianesin si adoperava, con enormi sacrifici, per portare avanti le diverse attività: Isetta ai fornelli della trattoria e suo figlio Galdino al banco della macelleria. Aveva una conoscenza estrema del mondo delle carni, racconta la figlia Manuela con gli occhi lucidi e ricchi di nostalgia, ricordando quando da bambina il babbo le mostrava, senza tentennamenti, i difetti e le alterazioni dei tessuti muscolari. Una passione che lo seguì anche in cucina quando nel 1976, alla scomparsa di Isetta, rinunciò alla macelleria per gestire la trattoria insieme alla moglie Guerrina.

Galdino Gianesin (Photo: www.trattoriaisetta.com)

Le carni diventarono le protagoniste della tavola: cotte con saggia maestria, erano offerte all’attento esame degli inflessibili clienti. Conobbi personalmente Galdino Gianesin e ritengo autentica e spontanea la descrizione redatta da Vincenzo Scapin ne “I Magnagatti”: “… Galdino è incontentabile. I suoi clienti hanno appena finito di mangiare e lui è già davanti al loro tavolo a chiedere se i cibi e le bevande sono state di loro gradimento. Punta gli occhi stretti a fessura sui piatti per una definitiva conferma. Se non vi sono tracce vistose di cibo abbandonato, tutto è filato via liscio, la sua cucina non ha tradito …” (leggi tutto).

Oggi purtroppo Galdino Gianesin non c’è più ma è riuscito a donare alle sue figlie la stessa passione che lo ha animato per oltre cinquant’anni: Monica conserva immutato l’antico amore per la cucina di nonna Isetta e mamma Guerrina, Manuela porta avanti l’arduo compito di accogliere i clienti assicurando il sapore autentico di un’ospitalità rara e sincera che rende unica la sosta in questa insostituibile trattoria dei Colli Berici.

Isetta – Trattoria con alloggio 
Via Pederiva, 96 – Grancona (VI)
Tel. 0444889521 – info@trattorialbergoisetta.itwww.trattoriaisetta.com