Andrea Zanfei – Fattoria Cerreto Libri

Andrea Zanfei era un amico. Non ci conoscevamo bene, ma la stima e il rispetto non si conquistano lasciando passare anni. Prendono forma quando meno te lo aspetti, anche solo in poche ore trascorse insieme.
E così i miei ricordi mi portano in quel freddo e grigio mattino di gennaio. La pioggia era violenta, incessante. Una persona disattenta non si sarebbe beata del paesaggio della tenuta, improvvisamente avvolta da acqua, fango e nebbia. Ma per Andrea era diverso: mi attendeva nel piazzale davanti alla cantina come se il sole illuminasse la giornata e riscaldasse la vicina boscaglia. Era sotto la pioggia, sorridente, con la sua giacca rossa resa pesante per la grande quantità di acqua che gli cadeva addosso. E il suo cane gli era vicino. Anche lui zuppo ma gioioso.

Fattoria Cerreto Libri: la cantina

Capisco solo oggi quale fosse la ricetta della felicità. Mi è servito tempo per comprenderla. Sono serviti anni ad Andrea e a sua moglie Valentina Baldini Libri per trovarla. Il segreto è nascosto nell’armonia degli elementi, nei cicli naturali che distinguono la nostra esistenza. E Andrea lo aveva capito.
Trentino di origine, toscano per amore, aveva completato la sua formazione a Firenze dove aveva incontrato sua moglie. Da quel momento non aveva più lasciato quella terra. Affascinato dalla storia e dalla cultura, aveva approfondito, anche per via della sua professione di insegnante, il valore di quanto accaduto in quei luoghi. Aveva così studiato il passato della tenuta di famiglia ed era rimasto colpito dalle felici intuizioni illuministiche di Leopoldo II d’Asburgo-Lorena (Leopoldo I Granduca di Toscana), che agiva con ragionevolezza per realizzare le sue opere. Il Granduca di Toscana vedeva nello studio e nell’analisi le premesse da rispettare prima di deliberare qualsiasi attività, prima di varare qualsiasi progetto.

Preservare l’equilibrio agricolo mettendo al centro la natura con le sue esigenze: erano questi i tratti decisi dell’intelligente disegno organizzativo che faceva convivere in armonia l’uomo con viti, olivi, alberi da frutto e superfici che potevano essere dedicate alle colture da seme o, più semplicemente, lasciate incolte. Moderatore tonico ed indispensabile era il bosco, vero e proprio polmone capace di contenere la selvaggina e creare un ecosistema bilanciato permettendo all’uomo di sostenersi con le sue materie prime in maniera responsabile.
Nasceva sulla base di questo radioso pensiero, alla fine del 700, la Fattoria Cerreto Libri. Era questo il valore della tenuta: il rispetto dell’armonia. Andrea aveva, quindi, capito il valore dell’equilibrio agricolo, degli animali selvatici e della pioggia, del vento e del sole. Non è un caso che lui e sua moglie, alcuni anni dopo aver rilevato l’attività dalla gestione di Massimiliano Baldini Libri (padre di Valentina), convertirono nel 1997 l’azienda all’agricoltura biodinamica, sposando un progetto “culturale” più che agricolo, atto a mettere al centro la natura con le sue esigenze, le sue forze e le sue debolezze.
Ed ecco quindi la ricchezza della pioggia di quel mattino di gennaio. E’ l’acqua che dispensa vita e genera felicità.
Andrea oggi non c’è più ma i suoi pensieri lucidi ed affilati vivranno per sempre. A sgretolarsi non è la sua visione illuministica, ma la fragilità di questa società che sta perdendo il valore delle piccole cose che ci circondano.

Fattoria Cerreto Libri

Via Aretina, 96 – Pontessieve (FI)

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