Le visciole di Pietralunga (PG) – Photo: www.sollucchero.it

Di colore rosso scuro, ha forma tondeggiante che  per i più romantici ricorda un cuore. Succosa e acida, a maturità pare tinga di sangue. È la visciola, ciliegia “acida” (Prunus Cerasus) che, insieme ad amarene e marasche, differisce dalle sorelle “dolci” (Prunus Avium), comunemente e commercialmente più conosciute.

Da sempre diffusa nelle aree territoriali pedemontane di Marche ed Umbria, non ha mai goduto di impianti razionali e non ha mai rappresentato un’entrata sostanziale per i contadini che, tuttavia, non hanno mai smesso di raccogliere i frutti e lavorarli per dare vita a preziose conserve e golose bevande.

Ogni specifica area territoriale custodisce riti e ricette, che rendono uniche ed irriproducibili le proprie produzioni. La vallata dello jesino o la provincia di Pesaro e Urbino con i comuni di Pergola, Cagli e Cantiano (solo per citarne alcuni..), rappresentano avamposti di tradizione per la cura e la produzione di elaborati a base di visciole che, da sempre, costituiscono un ingrediente importante per la cultura di sussistenza locale.

LE VISCIOLE E IL VISCIOLATO DI PIETRALUNGA

Il borgo di Pietralunga (PG)

Spingendoci nel cuore dell’Italia Centrale, l’Umbria non è da meno e, con i suoi artigiani, riserva numerose sorprese agli appassionati che decidono di visitare questa terra. Così, chi giunge a Pietralunga (PG) può imbattersi in piccole produzioni familiari che sopravvivono grazie alla capacità di pochi ostinati abitanti. Tra queste, degno di attenzione per i pietralunghesi, è il liquore di vino e visciole prodotto da Giovanni Battista Mandrelli, per tutti “Bista”. Classe 1942 e un passato da guardaboschi, produce il visciolato in modo casalingo, seguendo le indicazioni della ricetta della nonna. Le visciole locali, raccolte a piena maturità intorno alla fine di giugno, sono delicatamente schiacciate e aggiunte al vino prodotto con le uve del piccolo vigneto di famiglia posto nei dintorni di Pietralunga (PG). Dopo aver eliminato i noccioli dalla massa e aver aggiunto alcol e sciroppo di zucchero, il composto matura per 45 giorni prima di venire filtrato con un canovaccio fatto al telaio e messo in bottiglia. La microproduzione, non in vendita, si attesta sui 17 litri annui pensati per rendere felici gli amici e i visitatori più meritevoli.

IL SOLLUCCHERO DI MONTE VALENTINO

Il “Sollucchero” di Monte Valentino

Ripercorrendo le origini della visciolata di questo piccolo paese umbro, è d’obbligo ricordare il contributo di Giuseppe Polchi, storico farmacista di Pietralunga (PG) che nei primi del ‘900 mise a punto una ricetta pensata per armonizzarne gli ingredienti ed esaltarne le qualità. Denocciolava le visciole una ad una e filtrava il composto con un panno di lino: egli aveva ben compreso le molteplici proprietà delle visciole e aveva pensato di creare una produzione equilibrata e fruibile per tutti.

Oggi, a dare forma all’intuizione del bisnonno, è il pronipote Nicola Polchi che, insieme a sua moglie Fabrizia Gargano, produce il “Sollucchero”, liquore a base di vino e visciole elaborato con cura nel piccolo laboratorio di Monte Valentino. Simbolo della produzione pietralunghese, è prodotto ogni anno in circa 4000 bottiglie realizzate seguendo le indicazioni dell’antenato Giuseppe Polchi.

Monte Valentino – Pietralunga (PG)

Al vino base sono aggiunti zucchero e visciole mature provenienti da alberi di proprietà. Solo dopo qualche mese si procede alla torchiatura della massa (per eliminare bucce e noccioli) e all’aggiunta di alcol. Dopo un’ulteriore maturazione il liquore è messo in bottiglia per l’obbligatorio affinamento prima della commercializzazione.

Nicola Polchi è un artigiano appassionato e ogni anno dedica una piccola parte della produzione alla realizzazione del “Sollucchero Riserva. La maturazione di qualche mese in barrique origina circa 350 bottiglie che accompagnano puntualmente formaggi erborinati e cioccolato fondente. 

Monte Valentino è un luogo nascosto da scoprire lentamente. Qui il silenzio è rotto dai rumori della natura e dalla voce del vento. Il borgo di case, dimenticato per anni, è tornato alla luce grazie all’impegno di Nicola e Fabrizia. Oggi è il cuore pulsante del Sollucchero ma è anche un rilassante agriturismo che torna a far risplendere il carattere autentico di luoghi dimenticati, rurali e primordiali, che hanno scritto la storia di questo lembo di terra umbra.

 

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Soc. Agricola Monte Valentino di Nicola Polchi e Fabrizia Gargano s.s.
Loc. Monte Valentino – Pietralunga (PG)
Tel. (+39) 0759462092 – info@sollucchero.it – www.sollucchero.it